To get as much happiness as I can. Not to harm others. Not to whine. In that order.
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VinoUna fatica ben ripagataLo Sforzato di Valtellina, elegante erede moderno dei vini di cui Leonardo ammirava la potenza È un lavoraccio, per i lieviti che trasformano il succo d'uva in vino, aggredire un mosto con una concentrazione zuccherina che arriva al 25-30 per cento. Ci vogliono intere settimane di fermentazione per convertire in alcol tutto lo zucchero contenuto nelle uve spremute dopo mesi di appassimento sui graticci. Etichette in multisalaWine movies, un nuovo genere cinematografico dai risvolti imprevedibili In America è scoppiata la febbre del vino e Hollywood ne prende atto facendo del wine movie un nuovo genere cinematografico. Le statistiche dicono che gli Stati Uniti stanno velocemente scalando la classifica dei Paesi consumatori di vino. Nel 2007 hanno scalzato l’Italia dalla storica seconda posizione e presto arriveranno in cima superando anche la Francia. I vigneti stanno entrando nel paesaggio di stati insospettabili come North Dakota, Texas e Idaho. Le casalinghe degli angoli più sperduti del Midwest restituiscono i campionari Avon e Tupperware e chiamano a raccolta le amiche per pomeriggi di degustazione e vendita di vini. A New York, intanto, i wine parties li organizza anche un sex shop trendy nel cuore del Village. Slow whiteI sorprendenti e longevi bianchi della Cantina di Terlano Sebastian Stocker aveva solo 26 anni quando arrivò come Kellermeister alla Cantina di Terlano. Avrebbe mantenuto il suo posto fino al momento di andare in pensione, quasi quarant'anni più tardi, ma si preoccupava già di lasciare un buon ricordo di sé. Così cominciò a mettere da parte ogni anno 500 bottiglie dei vini migliori, quelli che lui era convinto potessero sopportare, migliorando, un invecchiamento di molti anni, forse decenni. Un brindisi alla faccia di Stalin. E di PutinLa resurrezione del rosso georgiano Il georgiano Stalin apprezzava molto i vini della sua terra, e in pochi piani quinquennali il suo amore quasi riuscì a distruggere una tradizione plurimillenaria. Oggi il nipote del suo cuoco, il pietroburghese Vladimir Putin, ha bandito i vini georgiani dalla Russia. Ma il suo disprezzo potrebbe diventare il miglior viatico per il rinascimento della vitivinicoltura caucasica. Per Bacco, che tabacco!Dal Sud Africa, il sigaro che non trasforma il buon vino in minestra di verdure Il fumo di un sigaro, anche del più delicato fra i sigari, uccide il gusto di qualsiasi vino, anche del più corposo fra i vini. Lo sanno tutti, ed è uno di quegli assiomi fondamentali che nessuno si sogna di mettere in discussione. È anche una delle più lampanti dimostrazioni della tendenza del destino a essere cinico e baro, in particolare quando ci sono di mezzo i piaceri della vita. Già, perché capita che molti fra gli estimatori della soave voluttà di un Avana amino anche assaporare la sinfonia di aromi e sapori di un robusto rosso invecchiato al punto giusto. Welcome back, dear SherryAmontillado, il preferito di Victoria & Albert «Luchesi non saprebbe distinguere un Amontillado da uno Sherry», sibila l'alticcio Fortunato, condannandosì così a morte. Per ben due volte Edgar Allan Poe mette in bocca alla vittima di uno dei suoi racconti più famosi, Il barile di Amontillado, questa frase. Il vino di PrometeoPenfolds Grange, il grande rosso australiano nato da una sfida impossibile Max Schubert voleva fare in Australia un vino che stesse alla pari con i più famosi vini europei. Un'idea folle che solo un autodidatta dallo spirito pionieristico come lui poteva concepire. I leggendari Premier Cru bordolesi devono la loro personalità a una combinazione unica di ceppi di vite selezionati generazione dopo generazione, tradizioni agricole, composizione del terreno, esposizione al sole e via elencando fino alle brezze che soffiano in quel particolare riquadro di mondo e alle spore che trasportano. Ghiaccio profumatoEiswein, Icewine: dalla Germania al Canada, il vino dolce più sorprendente del mondo Nelle ore più profonde della notte, quando il gelo è tanto intenso da smorzare i suoni e fermare l'aria asciutta, robuste cesoie spezzano i peduncoli ghiacciati e i grappoli vengono posati nelle ceste. Prima che faccia giorno l'uva arriva in capannoni dove si lavora con le porte spalancate. Qui, speciali torchi a mano capaci di sviluppare una forza dodici volte superiore a quella di una pigiatura normale spremono gli acini duri come pietre e ne estraggono le poche, preziose, gocce di succo zuccherino intrappolato fra i cristalli di ghiaccio. Comincia così, a cavallo fra gennaio e febbraio, il lungo processo per creare il più esclusivo e sorprendente vino dolce del mondo, il «vino di ghiaccio». Vini di Bordeaux: l'annata del secolo venturo?I resoconti degli assaggi in anteprima dei grandi Bordeaux fanno pensare che il 2005 sia l'annata miracolosa, quella che farà impallidire nel ricordo tutte le leggendarie vendemmie del passato. Ci vorrà pazienza per sapere se le misteriose alchimie dell'affinamento daranno davvero il vino del secolo. Molta pazienza: le prime bottiglie non lasceranno le cantine degli châteaux prima del 2008, poi bisognerà conservarle almeno 10 o 15 anni prima di stapparle. Ma secondo il famoso Maître à boire Robert Parker, questi vini eccezionalmente concentrati potrebbero aver bisogno anche di 30 o 50 anni di cantina per raggiungere il loro massimo splendore. |
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