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VerveEdizioni Verve International Slow whiteI sorprendenti e longevi bianchi della Cantina di Terlano Sebastian Stocker aveva solo 26 anni quando arrivò come Kellermeister alla Cantina di Terlano. Avrebbe mantenuto il suo posto fino al momento di andare in pensione, quasi quarant'anni più tardi, ma si preoccupava già di lasciare un buon ricordo di sé. Così cominciò a mettere da parte ogni anno 500 bottiglie dei vini migliori, quelli che lui era convinto potessero sopportare, migliorando, un invecchiamento di molti anni, forse decenni. Carmignano, vino secessionistaNelle terre del Chianti, la più piccola Docg d'Italia «Restarono molto meravigliati quando intesero che era vin di Carmignano», scrive nelle sue memorie il diplomatico toscano Filippo Mazzei raccontando di una cena londinese nel corso della quale aveva fatto servire, in quella che oggi chiameremmo una degustazione alla cieca, una bottiglia di Bordeaux, una di Borgogna e una dello sconosciuto vino della sua terra, chiedendo ai commensali di dire quale fosse il loro preferito. Giudizio unanime a favore dello sconosciuto vino italiano, e conseguente sorpresa degli stessi giudici. Sono passati oltre 250 anni da quella serata di metà XVIII secolo, ma il Carmignano non ha ancora smesso di essere una piacevole scoperta. Dodici sport di... versiAn Almanac of twelve SportsBy William Nicholson Here is a horse to tame – Almanacco di dodici sportdi William Nicholson Vieni il cavallo a domar, Presentazionedi Mariateresa Truncellito Un brindisi alla faccia di Stalin. E di PutinLa resurrezione del rosso georgiano Il georgiano Stalin apprezzava molto i vini della sua terra, e in pochi piani quinquennali il suo amore quasi riuscì a distruggere una tradizione plurimillenaria. Oggi il nipote del suo cuoco, il pietroburghese Vladimir Putin, ha bandito i vini georgiani dalla Russia. Ma il suo disprezzo potrebbe diventare il miglior viatico per il rinascimento della vitivinicoltura caucasica. Per Bacco, che tabacco!Dal Sud Africa, il sigaro che non trasforma il buon vino in minestra di verdure Il fumo di un sigaro, anche del più delicato fra i sigari, uccide il gusto di qualsiasi vino, anche del più corposo fra i vini. Lo sanno tutti, ed è uno di quegli assiomi fondamentali che nessuno si sogna di mettere in discussione. È anche una delle più lampanti dimostrazioni della tendenza del destino a essere cinico e baro, in particolare quando ci sono di mezzo i piaceri della vita. Già, perché capita che molti fra gli estimatori della soave voluttà di un Avana amino anche assaporare la sinfonia di aromi e sapori di un robusto rosso invecchiato al punto giusto. Welcome back, dear SherryAmontillado, il preferito di Victoria & Albert «Luchesi non saprebbe distinguere un Amontillado da uno Sherry», sibila l'alticcio Fortunato, condannandosì così a morte. Per ben due volte Edgar Allan Poe mette in bocca alla vittima di uno dei suoi racconti più famosi, Il barile di Amontillado, questa frase. Ghiaccio profumatoEiswein, Icewine: dalla Germania al Canada, il vino dolce più sorprendente del mondo Nelle ore più profonde della notte, quando il gelo è tanto intenso da smorzare i suoni e fermare l'aria asciutta, robuste cesoie spezzano i peduncoli ghiacciati e i grappoli vengono posati nelle ceste. Prima che faccia giorno l'uva arriva in capannoni dove si lavora con le porte spalancate. Qui, speciali torchi a mano capaci di sviluppare una forza dodici volte superiore a quella di una pigiatura normale spremono gli acini duri come pietre e ne estraggono le poche, preziose, gocce di succo zuccherino intrappolato fra i cristalli di ghiaccio. Comincia così, a cavallo fra gennaio e febbraio, il lungo processo per creare il più esclusivo e sorprendente vino dolce del mondo, il «vino di ghiaccio». Vini di Bordeaux: l'annata del secolo venturo?I resoconti degli assaggi in anteprima dei grandi Bordeaux fanno pensare che il 2005 sia l'annata miracolosa, quella che farà impallidire nel ricordo tutte le leggendarie vendemmie del passato. Ci vorrà pazienza per sapere se le misteriose alchimie dell'affinamento daranno davvero il vino del secolo. Molta pazienza: le prime bottiglie non lasceranno le cantine degli châteaux prima del 2008, poi bisognerà conservarle almeno 10 o 15 anni prima di stapparle. Ma secondo il famoso Maître à boire Robert Parker, questi vini eccezionalmente concentrati potrebbero aver bisogno anche di 30 o 50 anni di cantina per raggiungere il loro massimo splendore. |
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