Una fatica ben ripagata

Lo Sforzato di Valtellina,‭ ‬elegante erede moderno dei vini di cui Leonardo ammirava la potenza

È un lavoraccio,‭ ‬per i lieviti che trasformano il succo d'uva in vino,‭ ‬aggredire un mosto con una concentrazione zuccherina che arriva al‭ ‬25-30‭ ‬per cento.‭ ‬Ci vogliono intere settimane di fermentazione per convertire in alcol tutto lo zucchero contenuto nelle uve spremute dopo mesi di appassimento sui graticci.‭

‬Quello che ci lasciano alla fine di tutto questo lavoro è lo Sforzato,‭ ‬uno di quei‭ «‬vini potenti e assai‭» ‬dei quali Leonardo da Vinci scriveva con meraviglia nelle pagine del‭ ‬Codice Atlantico dedicate alla Valtellina.

‬Secondo la tradizione,‭ ‬Leonardo sarebbe stato mandato qui da Ludovico il Moro per partecipare alla costruzione delle mura che dovevano difendere Tirano dagli assalti degli Svizzeri e dei loro alleati delle Tre Leghe,‭ ‬i forti soldati montanari che Guicciardini battezzò Grigioni dal colore delle ruvide vesti di lana grezza che indossavano.‭ ‬Progettate con l'aiuto di Leonardo o meno,‭ ‬le mura non bastarono.‭ ‬Nel‭ ‬1512‭ ‬Tirano cadde e i Grigioni si impossessarono di tutta la Valtellina.‭

‬Secondo alcuni storici,‭ ‬dietro la guerra di conquista c'era proprio la volontà di controllare il monopolio della produzione di quei vini che,‭ ‬con la loro combinazione di alta gradazione alcolica,‭ ‬tannini possenti e grande acidità,‭ ‬erano fra i pochi che si conservavano inalterati a lungo e potevano arrivare senza danni in Paesi lontani.‭ ‬Ipotesi tutt'altro che azzardata visto che i nuovi dominatori si affrettarono a emettere ordinanze che assomigliano ai moderni disciplinari di produzione e imponevano ai contadini di coltivare solo le varietà di uva tradizionali.‭ ‬A partire dalla più nobile di tutte,‭ ‬la chiavennasca,‭ ‬che noi oggi sappiamo essere un altro nome del piemontese nebbiolo.

Per uno di quei complicati intrecci dinastici che fanno girare la testa più del vino,‭ ‬verso la metà del‭ ‬1600‭ ‬si insedia a Tirano un ramo della potente famiglia svizzera dei Salis.‭ ‬Erano arrivati per restare,‭ ‬e lo dimostrarono subito facendosi costruire il palazzo nel centro di Tirano che,‭ ‬dopo il recente restauro è in gran parte visitabile.‭ ‬I sotterranei del palazzo sono interamente occupati dalle cantine e i conti avevano le idee molto chiare su quello che dava valore ai loro possedimenti.‭ ‬Alcuni documenti conservati nell'archivio del palazzo riportano contratti di affitto nei quali prosegue la tradizione di obbligare i contadini a coltivare esclusivamente viti di uva chiavennasca e altre varietà tradizionali.

Passano i secoli,‭ ‬le epoche cambiano,‭ ‬le dinastie finiscono,‭ ‬ma il vino resta.‭ ‬Durante il Risorgimento alcuni dei Salis si distinguono come ferventi mazziniani.‭ ‬In omaggio agli ideali repubblicani,‭ ‬nei primi decenni dell'Italia unita sulle etichette dei vini che escono dalla cantina imbottigliati,‭ ‬cosa allora alla portata di pochissimi produttori,‭ ‬campeggia il democratico nome‭ «‬Fratelli Salis‭»‬.‭

‬Fino a quando,‭ ‬ai primi del Novecento,‭ ‬il casato si estingue.‭ ‬Beni e nome passano a uno dei rami cadetti della famiglia,‭ ‬i Sertoli.‭ ‬Che continuano a fare il vino come si è sempre fatto da queste parti.‭ ‬Cocciutamente bene e controllando minuziosamente quello che succede in vigna.‭ ‬Come dimostra il loro Sforzato Canua.‭ ‬Il‭ ‬2003,‭ ‬l'annata ora in commercio dopo il lungo processo di vinificazione,‭ ‬i due anni di affinamento in botte e il successivo riposo in bottiglia,‭ ‬in bocca mostra la sua giovane età con l'astringenza dei tannini.‭ ‬I profumi,‭ ‬però,‭ ‬sono già sontuosamente ricchi.‭ ‬Si sentono note di frutti rossi maturi,‭ ‬spezie,‭ ‬tabacco.‭ ‬E il gusto,‭ ‬una volta domata la nervosità giovanile,‭ ‬rivela il corpo e la venatura di cacao che,‭ ‬fra qualche anno,‭ ‬ne faranno uno stupendo vino da conversazione.‭ ‬Se siete impazienti,‭ ‬stappatene una bottiglia in accompagnamento a un brasato o un abbondante ragù di selvaggina.‭ ‬E fate attenzione,‭ ‬perché i suoi‭ ‬15‭ ‬gradi di alcol si sentono solo quando vi alzate da tavola.