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Wine movies, un nuovo genere cinematografico dai risvolti imprevedibili

In America è scoppiata la febbre del vino e Hollywood ne prende atto facendo del‭ ‬wine movie un nuovo genere cinematografico.‭

Le statistiche dicono che gli Stati Uniti stanno velocemente scalando la classifica dei Paesi consumatori di vino.‭ ‬Nel‭ ‬2007‭ ‬hanno scalzato l’Italia dalla storica seconda posizione e presto arriveranno in cima superando anche la Francia.‭ ‬I vigneti stanno entrando nel paesaggio di stati insospettabili come North Dakota,‭ ‬Texas e Idaho.‭ ‬Le casalinghe degli angoli più sperduti del Midwest restituiscono i campionari Avon e Tupperware e chiamano a raccolta le amiche per pomeriggi di degustazione e vendita di vini.‭ ‬A New York,‭ ‬intanto,‭ ‬i wine parties li organizza anche un sex shop trendy nel cuore del Village.

Insomma,‭ ‬il vino è cool.‭ ‬L'industria culturale si adegua:‭ ‬oltre ai sempre più numerosi manuali,‭ ‬qualche editore di gialli ha cominciato a lanciare collane dedicate ai delitti fra vigne e cantine.‭ ‬Ma sono più i libri annunciati che quelli già usciti e Hollywood non può aspettare,‭ ‬ha fretta di saltare sul business.‭ ‬Così capita che case di produzione in concorrenza girino contemporaneamente film diversi basate sulle stesse storie.

Il caso più recente riguarda la presunta truffa ai danni di un collezionista americano,‭ ‬un anziano tycoon dell'energia che spende vagonate di soldi per rastrellare le bottiglie più preziose battute nelle aste di mezzo mondo.‭ ‬Qualche anno fa,‭ ‬il suo acquisto più entusiasmante:‭ ‬mezzo milione di dollari per quattro bottiglie di Bordeaux annata‭ ‬1787‭ ‬appartenute a Thomas Jefferson.‭ ‬Dopo qualche tempo,‭ ‬però,‭ ‬sono sorti dubbi sull'autenticità dei reperti e l’arrabbiatissimo miliardario ha assoldato investigatori,‭ ‬consulenti e avvocati per imbastire una causa contro il personaggio dal passato incerto che gliele aveva vendute.‭ ‬A processo ancora in corso,‭ ‬è già stato annunciato un libro che dovrebbe uscire in maggio,‭ ‬subito dopo la sentenza di appello.‭ ‬Non basta:‭ ‬ancora prima che sia stato scritto l'ultimo capitolo,‭ ‬un consorzio capitanato da Will Smith ha già acquistato i diritti cinematografici sul libro.‭ ‬Ma il protagonista di Men in Black è stato battuto sul tempo dalla Hbo.‭ ‬Per filmare la storia delle Jefferson bottles,‭ ‬il network è corso a comprare i diritti di un articolo giornalistico,‭ ‬un servizio pubblicato sul New Yorker lo scorso agosto.

Solo pochi mesi fa si era saputo dei primi due wine movies paralleli,‭ ‬entrambi su una storica degustazione del‭ ‬1976.‭ ‬Un inglese,‭ ‬proprietario di una enoteca a Parigi,‭ ‬pensò di farsi pubblicità organizzando un torneo fra i campioni di casa e alcuni allora sconosciuti vini californiani.‭ ‬Contro ogni previsione vinsero gli americani.‭ ‬I giudici,‭ ‬critici enogastronomici e sommelier francesi che avevano assaggiato i vini alla cieca,‭ ‬furono i primi a esserne sconvolti.‭ ‬Fino alla vigilia tutti erano stati sicuri che si trattasse di un giochino dall'esito scontato.‭ ‬Tanto che,‭ ‬delle dozzine di giornalisti invitati ad assistere,‭ ‬si era presentato solo un giovane corrispondente di Time.‭

‬Nel‭ ‬2005,‭ ‬andato in pensione,‭ ‬su quella degustazione il reporter George Taber ha scritto un libro diventato un bestseller e subito comprato dalla Clear Pictures.‭ ‬Si parla di Hugh Grant o Jude Law nel rolo di protagonista ma la lavorazione è in ritardo per lo sciopero degli sceneggiatori.‭ ‬Intanto è già stato presentato al Sundance Film Festival,‭ ‬Bottle Shock‭ ‬l'altro film sulla stessa vicenda,‭ ‬interpretato da Alan Rickman e Rachel Taylor.‭ ‬Non si sa se per caso o in seguito a un gentlemen's agreement,‭ ‬questo concentra l'attenzione sul produttore californiano dello Chardonnay che sbaragliò uno dei più quotati bianchi di Borgogna,‭ ‬mentre il film tratto dal libro dovrebbe puntare sulla disfida dei rossi.

Per il prossimo futuro la sfera di cristallo vede altri progetti che prendono forma.‭ ‬Lo scorso autunno è uscito il libro‭ The House of Mondavi»‬,‭ ‬monumentale epopea sulla famiglia-simbolo della Napa Valley.‭ ‬L'unico dubbio, a questo punto, è se ne faranno un film solo oppure due.

Chardonnay di classe
Il vincitore della disfida di Parigi del‭ ‬1976‭ ‬per i bianchi fu uno Chateau Montelena Napa Valley Chardonnay del‭ ‬1973.‭ ‬L'ultima annata messa in commercio è la‭ ‬2004.‭ ‬Un bianco robusto,‭ ‬con un bel colore dalle sfumature dorate,‭ ‬una ampia gamma di profumi dove dominano le note di mela e agrumi,‭ ‬con sfumature di fiori bianchi.‭ ‬Sapore ben bilanciato,‭ ‬tondo ma sorretto da una buona acidità.

In Italia si trova con qualche difficoltà.‭ ‬L'enoteca Ronchi di Milano lo vende a‭ ‬48‭ ‬euro circa.

Bollicine in quota
Cima Arunda,‭ ‬o Arundakopf in tedesco,‭ ‬è il nome di una bella vetta della Val Venosta a quasi‭ ‬3000‭ ‬metri di quota.‭ ‬Quando,‭ ‬nel‭ ‬1979,‭ ‬il microbiologo Joseph Reiterer e sua moglie Marianne fondarono la loro azienda,‭ ‬scelsero questo nome proprio per sottolineare il‭ ‬legame con le montagne dell'Alto Adige.‭ ‬E anche il fatto che,‭ ‬posta nel paesino di Meltina,‭ ‬a‭ ‬1200‭ ‬metri sul livello del mare,‭ ‬questa è la più alta cantina di spumantizzazione metodo classico d'Europa.‭ ‬I Reiterer non hanno vigneti di proprietà.‭ ‬Quello che fanno,‭ ‬con la cura maniacale per i dettagli tipica dell'alto artigianato,‭ ‬è dare le bollicine ai vini base prodotti dai loro vignaioli di fiducia.‭ ‬La produzione è limitata,‭ ‬circa‭ ‬70 mila bottiglie l'anno in tutto,‭ ‬ma comprende una gamma di ben sei diversi metodo classico,‭ ‬ciascuno con le sue caratteristiche.‭ ‬Da non perdere il Blanc De Blancs.‭ ‬Prodotto con Chardonnay al‭ ‬100‭ ‬per cento,‭ ‬la finezza floreale dei suoi profumi è deliziosamente fresca.‭ ‬Il gusto è ricco e corposo,‭ ‬sorretto da una eccellente acidità.‭ ‬Ottimo come aperitivo,‭ ‬dà il meglio di sé a tavola,‭ ‬in accompagnamento a piatti di pesce o verdure.
www.arundavivaldi.it