Natalia Estrada, un cuore al galoppo

Natalia Estrada, com'è nata la sua passione per i cavalli?
«Nel 1992, durante una passeggiata in montagna, il cavallo che mi precedeva diede un calcio al mio che si spaventò, disarcionandomi. Non ci ho più pensato fino a quattro anni fa, quando ho accettato di riprovarci, spronata da un amico. È nato un grande amore che continua ancora oggi».

Cos'è che le fa amare tanto i cavalli?
«Il fatto che ognuno ha una personalità che bisogna imparare a conoscere e a capire. Il cavallo non è come una moto. È vivo e mutevole, con giornate in cui è più stanco e altre in cui è più allegro. Anche nelle gare bisogna tenere conto che cavallo e cavaliere sono due esseri viventi, con umori che possono cambiare da un minuto all'altro».

Frequenta gli ippodromi?
«Sono amica di alcuni allevatori e qualche volta mi invitano a fare da madrina a manifestazioni o a presenziare a corse. Mi piace vedere i purosangue alle aste: sono gli animali più belli del mondo».

Il suo entusiasmo per i cavalli è tale che voleva studiarli all'università...
«Sì. All'università di Parma, cove c'è una cattedra di scienze equestri. Ho dovuto rinunciare perché con il mio lavoro e i nove cavalli che abbiamo in famiglia andare fino a Parma tutti i giorni era impossibile. Ma studio lo stesso».

Come?
«Leggo ogni libro che riesco a trovare sull'argomento. Come c'è gente che sa tutto di calcio. Per me contano i cavalli, cerco di imparare, di assorbire come una spugna quello che posso per capirli sempre meglio».

Pensa che la televisione dovrebbe dedicare più attenzione ai cavalli?
«Moltissima di più. Avevo anche ideato un format per un programma dedicato ai cavalli, ma non interessa. Pare che senza richiami sessuali o senza gente che si insulta, non si possa più fare televisione. È un peccato perché ci sarebbe bisogno davvero di mostrare altri sport, non sempre calcio. Secondo me i cavalli sarebbero molto educativi per i ragazzi».

Sua figlia condivide la sua passione?
«Completamente. Abbiamo cominciato insieme ed è una magia passare il tempo libero dedicandoci a un'attività che amiamo tanto».

Lei è legata anche a qualcun altro che ama i cavalli...
«Certo, il mio compagno Andrea Mischianti è vissuto a lungo nei ranch americani. Con lui mi sono avvicinata anch'io al mondo della monta americana, ho imparato a maneggiare il lazo e persino a marchiare i vitelli. Insieme abbiamo fondato un'associazione, la Ranch Academy, per diffondere la cultura del cavallo che lavora in simbiosi con il cowboy».

A proposito di Andrea: si parla di nozze in arrivo...
«No... [ride a lungo] Chi è che parla di nozze? Noi ci consideriamo già più che sposati. Non abbiamo bisogno di firmare un registro: ci siamo già passati entrambi e abbiamo capito che senza l'amore non ci sono firme che tengano. Noi abbiamo l'amore e la nostra vita insieme, con i nostri cavalli. Stiamo bene così e non andremo oltre».